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Consigli per scegliere il tuo abito da sposa: tessuti e modelli

(immagine di copertina tratta dal film “Bridget Jones’s Baby”)

Stabilita la data, fermata la Chiesa e la location, è necessario iniziare a pensare a che tipo di abito da sposa comprare. Nelle diverse spose che ho seguito, ho avuto il piacere di notare sentimenti molto contrastanti riguardo la scelta dell’abito. C’è chi era partita con un’idea ed è approdata completamente ad un’altra tipologia di abito,c’è chi era partita con un’idea classica e si è ritrovata ad essere una sposa boho chic, ma c’è stata anche chi è partita con una idea chiara e ben precisa mantenuta dall’ inizio alla fine. Quindi, da qui ho capito che nella scelta dell’abito può succedere di tutto, scoprire gusti che non si sapeva di avere, oppure scoprire di essere talmente tradizionale da non immaginarselo neanche.

Quindi, il primo pensiero è: “ mi serve un abito da sposa, a chi mi rivolgo?” Tante le possibilità! Atelier che conosciamo o di cui abbiamo sentito parlare bene, uno stilista che seguiamo da tempo (io adoro Pronovias), una sarta di fiducia a cui chiediamo di rifare un modello visto su una rivista che ci ha colpito moltissimo, il cui costo però è esorbitante … insomma le strade da intraprendere sono tantissime, tra cui anche comprarlo online come è successo ad una mia carissima amica.

Dunque come orientarsi?

Qualunque professionista a cui decidiate di rivolgervi, che sia una sarta od un atelier, potrete andarci in tre stati mentali: o con il vuoto siderale nella mente non sapendo neanche cosa possa piacervi o cosa possa non piacervi, o con un’idea minima, oppure con una estrema consapevolezza di quello che volete. Se doveste trovarvi nel terzo stato mentale  sappiate che siete estremamente fortunate!

E’ molto raro trovare il proprio abito al primo step, quindi armatevi di pazienza.

Prima che parlerete con chi realizzerà o vi venderà quello che sarà il vostro abito, voi belle future spose andrete estremamente preparate all’appuntamento in atelier anche perché avrete letto questo semplice articoletto che vi darà una base per iniziare a pensare a ciò che potrebbe piacervi ma soprattutto a ciò che NON potrebbe piacervi.

A fare la differenza su come un abito “cade” addosso non è solo il modello ma anche IL TESSUTO.

Quando ho iniziato questa professione, sono andata in un atelier a vedere con i miei occhi i tessuti degli abiti e a farmi spiegare che tipo di abito potesse essere creato con quel tipo di tessuto. E’ stata un’ esperienza molto significativa che vorrei raccontarvi in questo articolo senza però annoiarvi troppo.

Permettetemi però una intro che, ahimè, è d’obbligo quando si scrivono degli articoli.

Il vostro abito dovrà essere in armonia con la vostra personalità e con lo stile della cerimonia. Si dice sempre che l’abito da sposa non deve essere spunto di critica per nessuno. Voi fregatevene di quest’ultimo punto. Il giorno è il vostro, scegliete ciò che vi piace davvero, ovviamente senza dimenticare i criteri di buon gusto e sobrietà che sono sempre presenti in un wedding day ben riuscito ed ammirato.

In base alla vostra personalità sceglierete lo stile, il modello, il colore ed il tessuto.

E’ chiaro che lo stile dell’abito deve seguire il più possibile le caratteristiche fisiche della sposa; l’abito dovrà celare i difetti (che tutte noi abbiamo, e proprio per questo siamo uniche) ed esaltare i pregi.

Le spose più slanciate possono indossare ogni tipo di abito, dai più semplici ai più lavorati.

Per le spose che hanno una vita sottile, la scelta dovrà orientarsi su un modello classico dalle linee ampie.

Per quelle che hanno fisici molto magri, la valorizzazione deve avvenire con un abito dalle linee ampie e fluide.

Chi ha invece fianchi stretti ma con un seno e con spalle importanti la scelta dovrebbe ricadere su un due pezzi, corpino scollato ed una gonna con forma a scivolo sui fianchi.

Per le spose che hanno qualche chilo di troppo, fianchi larghi ed addome pronunciato, il consiglio è quello di indossare un abito stile imperiale.

Per le sposa che non sia sufficientemente alta, si dovrà ricorrere a dei tacchi il più alti possibile, che ovviamente dovranno essere nascosti dalla gonna dell’abito che ricade sino a terra.

Qualora le scarpe siano alte ma scomode, fossi in voi, scenderei di qualche centimetro ma opterei per il comfort. Il mal di piedi toglie il sorriso genuino e radioso, elemento che una sposa inevitabilmente ha il giorno più bello della sua vita.  

Dunque, che modello scegliamo? Classico? Jeune fille? Retrò?

Qualora foste in dolce attesa le vostre scelte saranno dolcemente limitate in un bello stile premaman; molti atelier si stanno attrezzando con delle proprie ed autentiche linee.

Il tessuto crea e determina lo stile dell’abito da sposa.

Tessuti come lo chiffon, il satin, il cady in seta e la georgette conferiscono all’abito una linea fluida e carezzevole; mentre tessuti come il mikado, il duchesse ed il taffettà creano abiti dal taglio sostenuto e dallo stile perfetto; la leggerezza, quasi ariosa, si ottiene con il tulle, il plumetis, il voile e l’organza.

La tecnologia moderna è arrivata a proporre filati sintetici che sono molto simili a quelli naturali, al punto tale che alcune tendenze propongono materiali quasi inusuali per la creazione degli abiti da sposa, tipo la rafia  e la rete per l’estate, il velluto liscio di seta e la maglia di cashmere per l’inverno, il lamé dorato, argentato e bronzato per la sera e persino il matelassé e l’ecopelliccia per difendersi dal freddo.

Le fibre sintetiche a volte permettono un abbattimento dei costi. Ad esempio lo chiffon è un tessuto che può essere realizzato sia in seta oppure in versione più economica come la fibra sintetica, altrettanto valida.

Al primo appuntamento in atelier sappiate i tessuti da considerare in base alle stagioni sono:

Autunno/Inverno: microfibra, flanella e cachemere;

Primavera/Estate: tessuti leggeri come la seta o il cotone.

Potrei continuare ad elencarvi i tessuti degli abiti da sposa, ma temo che mi dilungherei troppo e rischio di farvi addormentare davanti al pc, tablet o smartphone.

Con quanto ho detto in precedenza, credo di avervi fornito una buona base per schiarirvi le idee. Non è tutto ma è abbastanza.

Vediamo i tessuti applicati agli abiti.

LINEA ESSENZIALITA’, FLUIDA E CAREZZEVOLE:

CHIFFON: tessuto a velo trasparente in seta, realizzato con fili molto ritorti.

 

(foto da “looksposa.it”)

(foto da “sposamore.it”)

SATIN: raso o satin, tipo di trama di tessuto pesante, molto liscio e lucido, che può essere sintetico o di seta e che rimane leggermente rigido, seguendo le forme dell’abito.

 

(Pronovias, foto da “100matrimoni.it”)

CADY IN SETA: tipo di crespo a sottile lavorazione in seta o lana.

 

( Foto da “atelier-eme.it”)

 

GEORGETTE: tessuto in seta, appartenente ai crespi, leggero e trasparente, ha aspetto fluido e cascante.

 

 

(Domo Adami, foto “cafeweb.it”)

LINEA DAL TAGLIO SOSTENUTO:

MIKADO: raso in seta pesante, di origine giapponese, che ha mano consistente e rigida.

DUCHESSE: tessuto in raso liscio e pesante, in seta o cotone, di aspetto lucente.

 

(Foto da “sposamore.it”)

 

TAFFETA’: tessuto liscio in seta a struttura molto serrata, quasi rigida. Può essere operato o stampato.

 

(Pronovias, Foto da “abitidasposausati.eu”)

LINEA LEGGEREZZA:

TULLE: tessuto a rete, principalmente in seta. Finissimo, leggero, velato, caratterizzato da piccoli fori esagonali. Il nome deriva dalla città francese di Tulle, dove è stato prodotto la prima volta.

(Rosa Clarà, foto da “nano press.it”)

 

PLUMETIS: ricamo a rilievo, a puntini, su basi di mussola e voile.

 

(Foto da “couturehayez.com”)

VOILE’: tessuto in seta, cotone e lana, trasparente e leggero, di mano impalpabile.

 

(Rosa Clarà, foto “unadonna.it”)

(Foto da “diemmesposi.it”)

ORGANZA: tessuto  principalmente in seta, leggero e trasparente, prodotto  con fili finissimi, dall’aspetto leggermente rigido e madreperlato.

Potrei dilungarmi ancora nel descrivervi altri tipi di tessuti o trame ma credo sia superfluo; quanto detto vi dovrebbe bastare per farvi un’idea, seppur basilare, del modello di abito che cercate.

Ho detto la parola modello, ho preparato una veloce carrellata visiva per voi.

A palloncino: sotto il corpino stretto, la gonna revival degli anni ‘50, ampia, arricciata e gonfia, dall’orlo rimborsato o stretto da una fascia sul fondo si apre mossa e generosa sui fianchi, adattandosi alle esigenze sia della sposa magra, sia di quella con qualche chilo in più, perché maschera bene le forme.

 

(Foto da “insiemeonline.it”)

Redingote: il suo nome deriva da “reading-coat” ovvero “soprabito per cavalcare”. Abito con punto vita stretto e più alto rispetto al normale, gonna a teli che stringe sulla parte alta del busto, per poi allargarsi sulla pancia e fianchi. Dà slancio alla figura grazie ai tagli verticali, spesso messi in evidenza da giochi di nervature od impunture, che partono dalle spalle e all’orlo, modellando il punto vita. La linea moderna e semplice è ideale per nascondere chili di troppo.

 

(foto da “looksposa.it”)

PRINCESSE: scivolato sui fianchi, classico ed essenziale. Modello realizzato con tessuti morbidi, come la crepe o la georgette, che segue i contorni del corpo, addolcendoli. D’effetto soprattutto se in pizzo o ricamato.

 

(foto da “alicdn.com”)

IMPERO: il corpino viene tagliato appena sotto il seno, dove spesso si applica un nastro con fiocco. La gonna scende rigorosa fino ai piedi, aprendosi, eventualmente, in uno strascico più o meno lungo. Elegante e regale, è perfetto per dare slancio alla figura e nascondere i fianchi larghi. Ideale per le donne in stato interessante, ha vita alta, piccole maniche e gonne leggermente arricciate o svasate. Sta bene a chi non ha spalle e seno forti o per chi ama uno stile semplice.

 

(Foto da “donna click.it”)

BUSTIER: consiste in un corsetto steccato, che si stringe sulla schiena con chiusura stringata, accompagnato da una gonna ampia, stile ‘700. Generalmente è a scollo totale.

 

(Foto da “pourfemme.it”)

A SIRENA: modello molto sexy che sottolinea i fianchi per poi allargarsi verso le cosce e terminare con un piccolo strascico. Ideale per chi ha bacino e fianchi stretti. Accarezza come una seconda pelle il busto, i fianchi e le gambe, aprendosi solo sul fondo in un piccolo strascico trattenuto da uno sfondo piega.

 

(foto da “sposamore.it”)

A SOTTOVESTE: semplice e lineare, con due spalline sottili e una bella scollatura sulla schiena. Ideale in estate e se la festa si svolge di sera. Viene completato da stole o giacche sottili.

 

(Foto da “matrimoniodistile.it”)

A TUBINO: classico ed elegante, scende seguendo le linee del corpo, accarezzandole. Può essere di diverse lunghezze: al ginocchio, al polpaccio, ai piedi. Si adatta bene anche ad un matrimonio civile.

PEPLO: simile alla tunica delle donne dell’antica Grecia, è un abito lineare, arricchito da drappeggi che lo rendono particolarmente elegante. 

(Alberta Ferretti, foto da “pourfemme.it)

OTTOCENTO: ha un bustino assai aderente e la gonna gonfia. La gonna si sostiene con sottogonne in tulle, con grando volants, leggerissime. Adatto anche a spose non molto esili.

 

(Pronovias, foto da “looksposa.it”)

LONGUETTE: la gonna termina poco sopra la caviglia. Abito sobrio ed elegante, perfetto per un matrimonio civile. (in foto stile retrò).

 

(Foto da “donna click.it”)

TAILLEUR PANTALONE: in una tonalità neutra, è ideale per la cerimonia in municipio. Se la festa è serale, il blazer può essere sostituito da una giacca da smoking con i revers in raso da portare sopra un top di paillets o lurex.

 

(Foto da “donna click.com”)

Ultimo consiglio!

Ricordatevi che un’alternativa alle fibre naturali sono le fibre sintetiche (viscosa) e chimiche (lurex, nylon, lycra e kevlar). Potrebbero rappresentare una valida alternativa per un abbattimento di costi!

E tu? Qual è l’abito dei tuoi sogni?

…Per concludere…. 

Il tessuto determina il tipo di abito. Il tipo di abito determina un preciso stile. E lo stile riguarda tutto il vostro wedding day, dal vestito all’allestimento.

Nel prossimo articolo vi parlerò degli stili degli abiti da sposa in coordinato con i vari stili di allestimento, perché quando, in un matrimonio, c’è una “coerenza visiva d’immagine” , il risultato che si raggiunge è il TOP!

A presto!

 

 R.

 

(bibiografia, “Manuale del wedding planner” di Fabiana Marta Perroni)

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